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fotografia: vizi privati, pubbliche virtù

Nella Torino aristocratica e severa degli anni Settanta, in cui si colgono ancora oggi la compostezza e l'ordine della prima capitale d'Italia, viene svelata la parte più intima e segreta di una delle personalità di spicco di questa città così riservata.

Il 27 agosto del 1973 muore Carlo Mollino: architetto, designer, fotografo, aviatore e tanto altro. Un personaggio dai molteplici interessi che potremmo definire “creativo”, difficile da inserire in una sola corrente artistica: un po' futurista, un po' surrealista, un po' liberty, insomma un eclettico con una vaga somiglianza con Dalì. Uno spirito avvolto nell'inquietudine.

Il suo amore per le auto e gli aerei non si rifletteva solo nella vita professionale, imprimendo alle sue creazioni quelle caratteristiche linee curve, sinuose e avvolgenti, ma anche nella vita personale.


Polaroids by Carlo Mollino di Fulvio Ferrari e Napoleone Ferrari – Editore: Damiani, 2014


Sulle rive del Po, nell'appartamento al primo piano della ottocentesca villa Avondo in Via Napione 2, dentro un mobile, vengono ritrovate più di mille fotografie di donne a soggetto erotico che coprono l'arco di tempo che va dal 1960 al 1973. Donne bellissime con corpi perfetti e sinuosi, ritratte proprio in quelle stanze, in un set fotografico studiato e allestito per l'occasione, che richiama le atmosfere misteriose e perturbanti di Eyes wide shut. Un set minimalista, con pochi elementi essenziali a evidenziare l'insignificanza dello sfondo: una tenda rossa, una consolle, una sedia in vimini, un divano, uno specchio. Un appartamento “segreto”, arredato con molti oggetti sofisticati, in cui Mollino non ha mai abitato, reso pubblico solo al momento della scoperta delle foto, come a tenere separate le due vite, una second life al tempo in cui gli avatar erano ancora da inventare. Un luogo surreale come il proprietario, dove realizzare i desideri più nascosti.


Polaroids by Carlo Mollino di Fulvio Ferrari e Napoleone Ferrari – Editore: Arena Editions, 2002 (prima edizione del volume)


Nessuna modella professionista, ma amiche, ballerine e artiste della Torino dei locali notturni che Mollino frequentava in cerca dei soggetti femminili da ritrarre con gli abiti che lui stesso acquistava. Lingerie, guanti, calze, scarpe, cappelli, gioielli e parrucche: tutto accuratamente scelto per impressionare l'occhio dell'obiettivo e di chi ci stava dietro. L'abbigliamento è ricercato e mai casuale, anzi è accuratamente aggiornato allo stile anni Sessanta con stivali e miniabiti in vinile. Mollino è sperimentatore e innovatore, come dimostra la scelta dello strumento ottico: la prima macchina fotografica istantanea prodotta da Polaroid.

Scatto dopo scatto, il voyeurismo iniziale si trasforma in vera e propria ossessione alla ricerca disperata di qualcosa. Un erotismo manifesto e sfacciato che è anche un omaggio ai disegni di Klimt. Le modelle appaiono in pose studiate nei minimi dettagli, a volte ammiccanti, a volte molto esplicite, in istantanee che dovevano evidentemente rimanere nell'immaginario personale di Mollino e di pochissimi stretti amici che le ricevevano come cartoline di auguri per Capodanno.

Cosa spingesse Mollino a fare questi scatti compulsivi non lo sapremo mai. Forse la solitudine interiore, forse la ricerca di nuove emozioni, forse la mancanza di una relazione, forse il tentativo di cogliere l'essenza profonda della donna nella sua nudità, come a voler trovare il segreto di quel capolavoro della natura che è il corpo femminile per poi riprodurlo negli oggetti di design. Probabilmente nessuna di queste ipotesi è corretta.

Le modelle ci fissano, sornione, con sguardo sicuro e consapevole, a volte complice a volte di sfida. E le domande rimangono senza risposta, mentre continuiamo a scorrere le immagini ammaliati dal fascino avviluppante dell'intrusione nel privato più privato di quell'uomo.

Alla fine, ci accorgiamo che è lo stesso Mollino che ci osserva divertito attraverso gli occhi delle sue modelle, e ci pone le stesse domande che noi ci siamo appena posti: perchè indugiamo sui particolari di quegli scatti? E' voyerismo? Invidia? Semplice interesse per una forma artistica? O forse tutte queste cose insieme?

Resta il mistero di una doppia vita che poi tanto doppia non è. E' connaturato all'essere umano il dualismo tra bene e male, luce e ombra, istituzione e trasgressione. Le pubbliche virtù svaniscono nella ricerca del vizio e del piacere in ogni sua forma, nell'istinto, nella tentazione, nel peccato ovvero nella bellezza luminosa e accecante del proibito.


Copertina del volume pubblicato nel 1985 in occasione della mostra omonima


Chi si appassiona a questa lettura può mettersi alla ricerca dei due volumi di Allemandi. Veri pezzi da collezione, poichè nella notte del 23 dicembre del 2002, circa 30 mila libri, tutto il patrimonio e la storia della casa editrice di Torino, sono andati distrutti in un incendio. Andavano in fumo anche le copie dei volumi di Mollino, che sono diventati quindi oggetti rari e preziosi, soprattutto per chi ne aveva acquistato una copia.


Copertina del volume pubblicato nel 1999