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guide: l'altra Venezia

Anche a voi sarà capitato almeno una volta di avere desiderato fortemente di ammirare dal vivo un monumento, una chiesa, un quadro che avevate sempre e solo visto in tv o in qualche riproduzione e nel momento in cui finalmente ci siete davanti, sgranate gli occhi e pensate: mica poi tutto questo granchè!

A me è successo con la Basilica di San Marco. Eh sì!

Sono uscita di mattina dall'albergo con quell'obiettivo preciso e ho attraversato tutta la città, perdendomi più volte tra ponti e ponticelli, per raggiungere la meta, come se intorno non ci fosse nulla, senza degnare di uno sguardo le cose che mi passavano accanto, come se l'essenza di Venezia si potesse cogliere solo in quel luogo. Sbucando da una calle, improvvisamente appare la piazza e un tripudio di marmi, mosaici, bassorilievi, ori, guglie, statue, cupole, pilastri, colonne e colori mi stordisce. Un attimo di smarrimento e mi dico: troppo, troppo di tutto, talmente troppo da risultare vagamente nauseante. Un po' la stessa sensazione di quando passi davanti alla vetrina di una pasticceria e tutti quei dolcetti con la panna, la glassa colorata, le creme, la frutta, i confettini multicolore ti saziano talmente la vista che vuoi solo allontanarti. Allora ho realizzato che su Venezia grava un carico grandissimo, una responsabilità enorme, difficile da sostenere: il peso della fama e delle aspettative su una città raccontata e decantata da chiunque e sulla quale la nostra mente ha costruite mille immagini favolose e irreali.

Ma Venezia non è Piazza San Marco, è un luogo scaturito dalla mente geniale e folle dell'uomo, è un'opera architettonica funambolica la cui grandezza va conquistata poco alla volta, percorrendo le strade semideserte e visitando gli angoli poco conosciuti.

Cosa fare dunque? Sono entrata in libreria in cerca di aiuto e mi è caduto l'occhio su questa piccola guida che contiene “dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali”, scritta da Monique Pistolato che a Venezia ci vive e la conosce per come è e non per come appare ai turisti. Sfogliandola ho trovato un universo di imperdibili meraviglie e mi sono lasciata guidare in questi percorsi alternativi.

Venezia. Guida alla città invisibile di Monique Pistolato – Editore: Ibis



Così ho scoperto quanto sia facile essere magicamente trasportati dai luoghi affollati da turisti esaltati alla quiete totale di un giardino nascosto, un “hortus conclusus” lontano dagli sguardi e dal vociare incontrollato dei viaggiatori ingordi, che in un giorno pretendono di vedere quello che non si riesce a cogliere in una vita intera.


Immagine tratta dal volume


Si scopre che il ghetto di Venezia ha il triste primato di essere stato il primo nella storia dell'occidente e che prende il nome proprio da “geto”, cioè dalle fonderie che producevano cannoni e dove il metallo fuso veniva “gettato” negli stampi. Case strette e allampanate frutto di un'architettura improbabile disegnata dalla necessità.



Si raggiunge il Ponte dei Mori, ai piedi del quale si trovano 4 statue, guardiani immobili e silenti di questo luogo, che pare ritraggano 4 ricchi mercanti il cui abbigliamento riporta alla memoria le atmosfere arabe.



Ci si sofferma a studiare una fontanella sulla facciata di un palazzo che serviva, in un tempo che sembra molto lontano, a dissetare i barcaioli che navigavano lungo il canale.

Si attraversa con una certa emozione il Ponte Chiodo, l'unico di Venezia senza parapetto, una specie di passerella pietrificata sospesa sull'acqua.



Si rimane a bocca aperta davanti a uno scorcio inaspettato sulle isole della laguna e ci si gode una passeggiata lungo il Rio Terà dei pensieri, che già nel nome preannuncia la pace e la quiete di una zona frequentata solo dai residenti.


Insomma, si scopre la vera natura di questa città senza privacy, in cui la riservatezza non esiste, dove ti affacci dentro la finestra di fronte alla tua e dal balcone puoi tendere la mano e stringerla al dirimpettaio. Una città che si è abituata alla stretta convivenza con il turista che osserva la vita degli abitanti attraverso le grate come allo zoo, con lo stesso sguardo con cui si gira per Disneyland.

Una guida di Venezia che ti fa sentire un po' parte di questo luogo fantastico sospeso nello spazio e nel tempo, tra acqua e cielo.


Immagine tratta dal volume