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kids: classici rivisitati

Un giorno la mamma chiede alla sua bambina di nome Cappuccetto Rosso di portare un cestino pieno di cose buone alla nonna che abita al di là del bosco e l'avverte di fare attenzione durante il tragitto. La bambina si mette in cammino. Nel bosco, però, incontra un lupo che riesce a farsi rivelare dove abita la nonna. Così, travestitosi da Cappuccetto Rosso, entra in casa e la mangia. Il lupo poi assume le sembianze della nonna e quando arriva la bambina divora anche lei. Fortunatamente un cacciatore si accorge di tutto, uccide il lupo, gli taglia la pancia e libera la nonna e la bambina. Questa è la versione più comune della fiaba che ognuno di noi ha raccontato o ha sentito raccontare almeno una volta nella vita. Ma ci siamo mai chiesti chi racconta la storia? Sarà vero che le cose siano andate proprio così? Fabian Negrin, con le sue illustrazioni e nella sua personale riscrittura di una delle favole più conosciute in assoluto, risponde proprio a queste domande.



Mi chiamo Adolfo, e sono un lupo. Comincia così questa versione della fiaba che ci presenta i fatti nel modo in cui li ha vissuti uno dei protagonisti principali.


Immagini tratte dal volume


Il lupo Adolfo non è né simpatico né antipatico, è solo un lupo che parla di sè e della sua natura di predatore. Si dispiace del fatto che molti pensino che sia malvagio, ma lui si nutre di altri animali semplicemente perchè è stato creato così.

Un giorno, mentre è intento a rilassarsi nel bosco, vede una creatura meravigliosa tutta rossa e ne rimane talmente affascinato da volerle rivolgere la parola. Da qui la storia prosegue come sappiamo, ma gli avvenimenti raccontati dal lupo acquistano un significato diverso con un finale inaspettato.

Una storia che piacerà ai bambini che vivono e vedono le cose senza pregiudizi e sono molto più pronti degli adulti ad accettare ciò che sembra impossibile. Un modo per comprendere che ciascuno ha la propria visione della realtà e che spesso, per cogliere l'essenza delle cose, non bisogna limitarsi a guardare in superficie ma è necessario scavare a fondo con pazienza e determinazione.

Dai 4 anni in su.