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lo spazio dell'arte: Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea

Partire per andare a visitare questo museo vale il viaggio per almeno tre motivi: immergersi nel fascino prorompente di un castello incompiuto del Settecento, fare un excursus nell'arte contemporanea attraverso alcuni degli esponenti più rappresentativi, ma soprattutto sorprendersi piacevolmente di come le due cose riescano a coesistere e, perfino, a fondersi dando vita a un risultato armonioso e in perfetto equilibrio.

La storia di questa unione così sorprendentemente felice ha inizio nel 1978: l'amministrazione regionale, quando ancora l'interesse per gli artisti del secondo Novecento era limitato a pochi appassionati e operatori del settore, decide di restaurare il Castello di Rivoli, storica residenza sabauda, per farne la sede del primo museo italiano di arte contemporanea. I lavori iniziano nel 1979 e il museo apre le sue porte ai visitatori nel dicembre 1984 con l'inaugurazione della mostra intitolata “Ouverture”.


Ouverture. Arte contemporanea. Castello di Rivoli – Editore: Allemandi


Il recupero aveva riguardato uno dei due corpi di fabbrica esistenti, ossia il palazzo adibito a residenza reale. La Manica Lunga, un edificio stretto e lungo centoventi metri ideato e costruito nel Seicento per ospitare la pinacoteca del duca Carlo Emanuele I di Savoia, verrà inaugurata più tardi, nel 2000.

Per restaurare e rendere idoneo all'utilizzo questo luogo da decenni in completo abbandono, l'architetto Andrea Bruno ha scelto di rispettare il progetto originale di Filippo Juvarra e di dare vita al sogno interrotto di un architetto del Settecento visionario e geniale. Quindi, per sottolineare tutta la potenza e la grandiosità del suo progetto, non solo è stata volutamente mantenuta l'incompiutezza dell'opera, ma anche esaltata in quanto valore aggiunto.

Lo spazio che, nell'intenzione del suo disegnatore, avrebbe dovuto accogliere l'atrio monumentale, è cristallizzato nel tempo come fosse in attesa di un imminente ritorno del suo architetto creatore. La sensazione che si prova nel guardare le rampe di scale che finiscono nel vuoto, le nicchie per le statue non installate, le basi per le colonne da innalzare, non è certo di incuria e decadenza. Al contrario si percepiscono lo spirito e l'anima di una struttura viva e in divenire.

Il restauro sapiente permette al visitatore di apprezzare da vicino l'audacia dell'ambizioso progetto juvarriano e la perizia tecnica non solo dello Juvarra, ma anche delle esperte maestranze dell'epoca.



Immagini tratte dal volume pubblicato nel 1994 a dieci anni dall'inaugurazione:

La collezione. Castello di Rivoli. Museo d'Arte Contemporanea – Editore: Charta


Le opere della collezione permanente del museo coprono un periodo temporale che, partendo dagli anni Sessanta del Novecento, attraverso lo sviluppo di generazioni successive di artisti e l'elaborazione di nuovi linguaggi espressivi, arriva fino ad oggi. Non si tratta di un percorso cronologico e neanche esaustivo della produzione artistica italiana e straniera. Tuttavia, la presenza di generi diversi, che ruotano intorno ad un nucleo consistente di opere rappresentative dell'Arte povera, restituisce un quadro generale all'interno del quale contestualizzare e comprendere ciascun artista.

Ogni opera è inserita con cura nei vasti ambienti del castello e presentata in modo che il visitatore possa apprezzarla nei minimi dettagli, quasi a interagire con essa. Alcune installazioni occupano un'intera sala. Le opere dialogano con lo spazio circostante con estrema delicatezza amalgamandosi con la struttura; talvolta, emergono in modo dirompente come corpi estranei che rivendicano con forza il diritto alla loro presenza tra quelle mura antiche. Il nuovo non si sostituisce al “vecchio” ma vi si affianca in nome della libertà di espressione delle arti di ogni tempo e latitudine.

Le opere spaziano in tutti i campi: pittura, scultura, cinema, fotografia, grafica, video e installazioni composite. Alcuni artisti sono noti al grande pubblico, altri sono emergenti.


Castello di Rivoli. 20 anni d'arte contemporanea - Editore: Skira


I locali della Manica Lunga sono utilizzati per l'allestimento di esposizioni temporanee che restituiscono allo spazio la funzione conservativa ed espositiva per il quale era stato pensato, progettato e realizzato nel Seicento.

Ad oggi, il Museo d'Arte Contemporanea di Rivoli, rimane uno dei poli dell'arte contemporanea più importanti del nostro paese e riconosciuto a livello internazionale. Un vero e proprio scrigno che si propone di valorizzare le istanze artistiche dell'epoca in cui viviamo grazie al costante arricchimento del suo patrimonio con nuove acquisizioni. Un luogo che merita ben più di una visita, anche solo per sorseggiare un tè o godersi un aperitivo nella caffetteria situata nella Manica Lunga, e lasciare vagare i propri pensieri nell'atmosfera densa di creatività.

Nessuno spoileraggio sulle opere. In un film di cui non ricordo il titolo si diceva: “se non si va, non si vede”, come a dire che il piacere della scoperta delle cose di questo mondo passa per un certo grado di rischio. Lasciate a casa dubbi e preconcetti sull'arte contemporanea e gironzolate tra le sale con occhi curiosi e mente aperta. Qualcosa vi lascerà indifferenti, qualcosa vi farà storcere il naso, qualcosa vi provocherà una grande emozione. Per quell'unico attimo ringrazierete voi stessi di esservi portati lì.