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passione bonsai

Un mio caro amico nel 1993 ebbe l'idea improvvisa e ambiziosa di acquistare un bellissimo bonsai.

Il suo oggetto del desiderio, tuttavia, dimostrò immediatamente di non apprezzare né il cambio di proprietario né la nuova collocazione, ritenendo, evidentemente, che il tavolino della sala, non fosse una posizione sufficientemente adeguata al suo nobile lignaggio. Forse, il vanesio alberello, lo giudicava troppo esposto agli sguardi degli umili mortali che transitavano. Tantomeno si mostrò sensibile e riconoscente verso le cure amorevoli e ossessive che il mio amico gli prestava quotidianamente.

Qualunque fosse il suo pensiero in proposito, sta di fatto che l'ingrato arbusto cominciò ostinatamente a perdere foglie su foglie e a deperire giorno dopo giorno in una corsa frenetica al “cupio dissolvi”. Alle volte, ad osservarlo attentamente da molto vicino, anche a vista d'occhio si poteva percepire il decadimento, quasi come se la diabolica piantina, accorgendosi dello sguardo indiscreto, volesse dimostrare tutto il suo disprezzo. Il mio amico fu così costretto a riportarlo al vivaio per un salvataggio in extremis.

Gli fu riconsegnato dopo tre mesi di cure costate uno sproposito in forma smagliante: nuove foglie erano miracolosamente spuntate e quelle vecchie e ingiallite erano tornate lucide e brillanti. Che gioia! Furono invitati amici e parenti e tutti si profusero in lodi appassionate. Il mio amico scrisse anche un'ode in onore del bonsai risanato, mostrando, peraltro, a tutti gli invitati i primi chiari segni di infermità mentale.

Ma si sa, i sogni durano lo spazio di una notte e svaniscono al risveglio. Così, il giorno appresso, il mio amico, che si era precipitato al cospetto del suo amato ancora in pigiama, con lo stesso entusiasmo di un bambino la mattina di Natale, fu raggelato dalla cruda realtà: l'infido vegetale cominciava a dare nuovi e inequivocabili segnali di insofferenza.

Poichè, come dice il proverbio, errare è umano ma perseverare è diabolico, e l'essere umano è notoriamente diabolico, il mio amico si prodigò con rinnovato ardore nell'accudire il bonsai: fuggiva dalle lezioni universitarie ad orari tassativi per arrivare in tempo a vaporizzare leggeri spruzzi di acqua che simulavano la rugiada mattutina; aveva fatto arrivare dall'Olanda un costosissimo sistema di schermatura della luce diretta del sole che, attraversando i vetri delle finestre, avrebbe potuto bruciare le delicate foglioline; aveva impostato con il termostato una temperatura costante tipica dell'habitat di origine dell'albero che, purtroppo, si rivelò dannosissima per gli abitanti della casa. Niente. La pianta fu riportata al vivaio. Ritornò ma la storia si ripetè identica per la terza volta.

Ormai il mio amico era diventato intrattabile, non dormiva più, parlava solo del bonsai e tutti lo evitavano. Dopo un altro periodo di amore incondizionato e di disperazione profonda, ridotto in lacrime e senza più forze decise di separarsene definitivamente.

Qual è la morale della storia che vi ho raccontato? Che questi libri con le loro splendide immagini vi faranno venire l'impulso incontrollabile di correre a comprare un bonsai, ma voi dovrete riflettere attentamente prima di farlo. Dopo esservi fatti affascinare dalle foto, leggete attentamente la parte relativa alla coltivazione e scoprirete che si tratta di una missione impossibile ai più. Nulla è lasciato al caso: lo stile in cui si decide di far crescere l'albero, la distanza di un ramo dall'altro, la scelta del vaso. Il tutto richiede pazienza e grande maestria, immense conoscenze ed anni di esperienza.

Se poi volete provarci lo stesso, vi do il numero di telefono del mio amico ...


Bonsai di Kunio Kobayashi – Editore: L' Ippocampo


L'autore è uno dei più grandi maestri dell'arte del bonsai e tiene corsi ad allievi provenienti da tutto il mondo nella sua scuola/museo di Tokyo. E' conosciuto, soprattutto, per la grazia e l'eleganza dei minimi particolari che contraddistinguono le sue opere. Le bellissime fotografie di esemplari di specie quasi esclusivamente giapponesi, sono presentate classificate per stagione. Ciascun albero è accompagnato dalla propria storia.





Immagini tratte dal volume


Sentieri Bonsai. Sine qua non di Sandro Segneri - Editore: AIEP


I sentieri di cui si parla nel titolo sono quelli di studio, di ricerca, di sperimentazione che l'autore ha percorso per raggiungere sempre maggiori livelli di raffinamento delle tecniche di realizzazione delle sue creazioni. Modellare il bonsai diventa una vera e propria filosofia di vita da seguire secondo i principi delle arti, ispirandosi alla scultura, alla pittura, alla musica, alla poesia.




L'arte del bonsai di Antonio Ricchiari – Editore: De Vecchi


Un libro che contempera la tradizione giapponese e le tecniche della scuola mediterranea per scegliere e coltivare il proprio bonsai. Uno studio sul campo fatto su alcuni dei più spettacolari esemplari italiani per imparare tutto quello che serve, dalla progettazione alla cura quotidiana. Un'arte che trova i suoi principi nella filosofia e in particolar modo nell'estetica: la conoscenza della bellezza attraverso i sensi. Un viaggio di apprendimento per trarre piacere dalle infinite forme impresse dalle sapienti mani dell'uomo sulla natura.